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Galleria Borbonica

Ferdinando II di Borbone commissionò nel 1853 una lunga galleria sotterranea per collegare Palazzo Reale a piazza della Vittoria, passando sotto il colle di Pizzofalcone. L’obiettivo finale era creare una via militare rapida che permettesse, non solo la difesa della Reggia ma, soprattutto, la fuga dei monarchi in caso di necessità. Fu inaugurato il 25 maggio 1855, ma non completato per problemi morfologici. La morte del re nel 1859 e le vicende politiche che interessarono il suo successore, Francesco II delle Due Sicilie, ostacolarono la ripresa degli scavi, che rimasero incompiuti. Nel 1900 la galleria fu abbandonata fino a quando alcuni ambienti sotterranei furono utilizzati come rifugio antiaereo durante la seconda guerra mondiale. Nel dopoguerra fu adibito a deposito giudiziario comunale dove venivano depositati materiali vari, come mobili, motociclette e auto sequestrate. Molti degli edifici sovrastanti utilizzavano le grotte come discariche abusive, gettando indiscriminatamente ogni tipo di rifiuto attraverso aperture abusive. Ispezionata da geologi dal 2005 al 2007, furono scoperti ulteriori ambienti e venne riaperta al pubblico nel 2010 dopo vari lavori di consolidamento e messa in sicurezza. Nel 2013 fu rinvenuto un enorme rifugio antiaereo su più livelli in prossimità del Palazzo Serra di Cassano e successivamente venne intercettata anche la scala di accesso al palazzo. La riapertura definitiva si ebbe nel 2016. Visitarla oggi è davvero suggestivo.
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