Una costruzione che risale al 1411, in origine una piccola chiesa fuori dalle mura della città, ampliata ed arricchita negli anni tanto da diventare una delle più importanti di Napoli. Era costituita originariamente da quattro chiostri, uno dei quali attualmente è inglobato nell’adiacente Caserma dei Carabinieri, dedicati alla preghiera e alla meditazione. Qui trascorse gli ultimi anni di vita Torquato Tasso, è qui che scrisse la Gerusalemme Liberata, qui si conservano opere di inestimabile valore storico-artistico ed è per questo considerato un vero tempio della pittura e della scultura cinquecentesca napoletana e toscana. L’ambiente più celebre, la Sagrestia vecchia, con la sua volta affrescata dal Vasari con allegorie delle virtù e costellazioni, è considerata una piccola cappella Sistina nel cuore di Napoli. Altro indiscusso capolavoro qui conservato, di scultura rinascimentale, è il gruppo scultoreo Compianto su Cristo Morto realizzato da Guido Mazzoni in terracotta. Colpisce la resa realistica delle espressioni dei volti, delle stoffe e dei ricami delle otto statue che compongono il gruppo. Al centro ovviamente il Cristo deposto dalla croce e intorno a lui a semicerchio: Giuseppe d’Arimatea, la Maddalena, Maria di Salomè che sorregge la Vergine Maria esamine, San Giovanni Evangelista, Maria di Cleofa e Nicodemo.
Suggestiva è la visita alla Cripta degli Abati, un ambiente ellittico con un’imponente scala a doppia rampa che conserva affreschi raffiguranti alberi sacri e la scena del Calvario di Cristo. La lunga serie di scolatoi chiarisce la destinazione di questo ambiente: luogo di espiazione e sepoltura dei defunti attraverso la pratica della scolatura.