Il complesso iniziò a prendere forma nel 1310 per volere di Roberto d’Angiò e di sua moglie devota alla vita di clausura. Fu commissionata all’architetto Gagliardo Primario che nell’arco di un ventennio completò i lavori. All’interno vi lavorarono artisti importantissimi dell’epoca, come Tino di Camaino e Giotto. Divenne presto uno dei luoghi più cari ai cittadini partenopei.
Durante la seconda guerra mondiale fu bombardato e un incendio che durò ben due giorni distrusse quasi totalmente gli interni della chiesa, degli affreschi giotteschi si salvarono solo pochi frammenti.
La ricostruzione terminò nel 1953 e fu finalmente riaperta al pubblico.
Alle spalle della basilica si estende il chiostro maiolicato, opera del Vaccaro, caratterizzato dalle preziose “riggiole” maiolicate che riprendono paesaggi e scene bucoliche napoletane.
Oggi passeggiare nei chiostri di Santa Chiara è immergersi in un luogo meditativo e divino.Sono visitabili: la Basilica; il Chiostro maiolicato delle clarisse; il Museo dell’opera di Santa Chiara, nato nel 1995, che accoglie opere d’arte un tempo conservate nel convento.