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Anfiteatro Campano

L’anfiteatro campano di Santa Maria Capua Vetere fu costruito tra la fine del I e gli inizi del II secolo d.C. ed è il secondo nel suo genere in ordine di grandezza in Italia, dopo il Colosseo con il quale condivide diverse soluzioni architettoniche, tanto da far supporre che fu utilizzato come modello per la sua costruzione. Sede della prima storica scuola di gladiatori fu anche punto di partenza della rivolta guidata da Spartaco tra il 73 e il 71 a.C. contro la Repubblica Romana. Nel 456 d.C. fu saccheggiato e quasi totalmente distrutto da Genserico e fu riparato nel 530 d.C. Continuò a fungere da arena durante tutto il periodo gotico e longobardo, ma dopo la distruzione della città ad opera dei Saraceni, nell’841 d.C., venne trasformato in fortezza. Sede della prima storica scuola di gladiatori fu anche punto di partenza della rivolta guidata da Spartaco tra il 73 e il 71 a.C. contro la Repubblica Romana. Alla fine del IX secolo fu fortemente depredato dagli stessi capuani successivamente al trasferimento della Civitas Capuana dal sito romano a Casilium, l’attuale Capua. Fu utilizzato come cava di marmo e di materiali nella costruzione del Duomo e di molti palazzi e monumenti della Capua attuale. Nell’epoca borbonica finalmente, e fortunatamente, viene fermata la distruzione dell’anfiteatro, dichiarato dal re monumento nazionale. Dal 2014 è gestito dal Ministero per i beni e le attività culturali.
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