Centro di cultura durante il Regno di Roberto d’Angiò ha ospitato medici, artisti fra cui Giotto, e letterati fra cui Petrarca e Boccaccio.
Agli Angioini successero gli Aragonesi che avviarono lavori di ricostruzione, tranformandolo da castello a fortezza, e innalzarono all’esterno il grande Arco di Trionfo.
Il monumento ha una pianta trapezioidale formata da una cortina di tufo in cui si inseriscono cinque torri cilindriche.
Alla fine del XV secolo subentrarono i francesi agli Aragonesi, e a loro, poco dopo, succedettero vicerè spagnoli e austriaci. Nel 1734 con l’avvento di Carlo III di Borbone il castello venne circondato da varie fabbiche , depositi e abitazioni., rimossi poi, per valorizzarne l’alto valore architettonico e storico, nel primo ventennio del XX secolo a cura del Comune di Napoli.
Oggi è attualmente sede del Museo Civico.